PROTESTA PER LE GUARDIE MEDICHE

BISOGNA ABBATTERE IL MURO DEL SILENZIO CHE VIENE ERETTO AD AGNI  SERIA SEGNALAZIONE, AD OGNI CONCRETA RICHIESTA DI INTERVENTO, AD UNA INDICAZIONE DI EMERGENZA CHE ARRIVA AGLI ORGANI ISTITUZIONALI CHE HANNO IL DOVERE DI RISPONDERE E DI DARE CONTO AL CITTADINO, AD UNA ASSOCIAZIONE.

 Proprio il sindacato dei pensionati della CGIL ha posto nelle settimane scorse il problema della fornitura di un defibrillatore e di un cardio-telefono alle Guardie mediche e turistiche della provincia per salvare la vita a chi è costretto a ricorrervi.

 Lo SPI – CGIL esprime la propria protesta per la mancata attenzione da parte del Direttore Generale dell’ASP ad un problema che non può essere trattato coi tempi e coi modi di una lenta burocrazia sanitaria, incapace di uno slancio operativo.

 Un defibrillatore si acquista con mille euro, attivare il cardio-telefono non ha costi elevati e tuttavia l’ASP tace.

 I cittadini e le associazioni sociali non possono protestare solo quando un congiunto o una persona perde la vita per l’assenza di tali indispensabili minimi strumenti nelle Guardie mediche, per questo lo SPI – CGIL, mentre lancia un appello ai Sindaci ed al Prefetto affinché pressino il Direttore Generale dell’ASP, annuncia per la prossima settimana una iniziativa di protesta.

Agrigento, 30 aprile 2015

                                                                                                                     Caterina Santamaria    Piero Mangione